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Visualizzazione dei post da maggio, 2018

Metamorfosi

Ecco che la primavera trasforma, ricrea. Anche l'anima. Metamorfosi Barbara Cerrone  Sto. In silenzio nel mio ignorato giardino, nel suo verde compianto,   bevo le sue radici. La campanula vesto del suo giovane   azzurro; mi sollevo nell’aria: foglia, volo nel vento.

"Il potere degli occhi"

Dalla raccolta  Un paese   il racconto "Il potere degli occhi". A volte preferiamo credere a ciò che ci fa più comodo... Buona lettura. Il potere degli occhi  Barbara Cerrone Per la gente del paese era strana. Sbucò da un giorno all’altro non si sa da dove,   vestiva abiti che sembravano usciti dall’armadio di   un robivecchi,   portava i sandali anche d’inverno e certi   nastri colorati nei capelli che le davano l’aspetto di una bambola appassita. Il   viso era una sorta di collage fra   due facce messe insieme alla rinfusa: le guance flaccide e cadenti   di una vecchia, gli occhi vivi e luminosi di una ragazzina. Tutti la guardavano con sospetto, non capivano chi avevano davanti e quando non capivano di solito decidevano di stare alla larga. C’erano di mezzo anche due figli che si portava sempre dietro, lamentosi e biondi come lei.   “Ha perfino due bambini!” si diceva, nessuno sapeva con chi li avesse fa...

Nei versi, autunno

Ancora stagioni, ancora autunno.  A primavera si sente già nel sangue un po' d'autunno, la brevità delle ore non ci permette di scordare che oggi è quasi ieri. Caccia d'autunno Barbara Cerrone Gli spari adesso avvisano le prede che l’incipiente autunno mutilando va i giorni abbacinanti dell’estate. Anch’io, braccata, cerco scampo altrove, nella foresta dei miei sogni inerti: ma mi ritrovo dentro un labirinto, insieme al minotauro delle angosce. Il freddo nuovo caccerà le foglie, riposeranno insieme in altre tombe e l’epitaffio sarà solo un fiore rimasto vivo quasi per dispetto, un testimone muto dell’estate che certo morirà per esser solo: io nel vederlo tremo del suo gelo. Mi coprirò col sale del silenzio, e nel guardar la vita da lontano sotto il mantello delle mie paure, avrò più freddo ancora e sarà buio ti cercherò, mia anima negata: non troverò che le spoglie sembianze abbandonate qui dai cacciat...

Alba

È un avvenimento importante il cambio del testimone che avviene fra il giorno e la notte. L’alba non è un capriccio della notte. Alba Barbara Cerrone Nel giorno nuovo si disperdono le scorie della notte. A piedi nudi l’incompiuto attraversa il confine tra ieri e un oggi pallido, stinto, ancora da scrivere fra i ricordi.

Da "Imperfetti"- Una lettera particolare...

Certe lettere fanno più male a chi le scrive. Da Imperfetti  il "racconto" Cara Nora Cara Nora, Sono passati venti anni da quando te ne sei andata, oggi ricorre l’anniversario,   e io   come ogni anno ti scrivo   e metto questa lettera fra le rose che ti ho portato. Venti   anni   fa, esattamente a quest’ora, ti chiudevo gli occhi per sempre mentre tua sorella piangeva e non sapeva fare altro. Non sembrava possibile che quegli occhi scuri e brucianti si potessero spengere:   avresti detto che fossero capaci di uscire dalle orbite e trapassare con lo sguardo tutto quello che incontravano. Li ho sognati tante volte, aperti, spalancati su di me. Hai sofferto tanto.   Non posso dimenticare quei mesi di dolore, la tua sofferenza mi ha straziato;   ogni giorno mi dicevo:”Sto morendo anch’io”. Quando è finita, sembra banale ma ho visto scorrere davanti ai miei occhi tutti i momenti belli che abbiamo trascorso insieme. Quella ...

Stagioni

Le stagioni ci guidano nel tempo, ci tengono per mano. Di ognuna siamo, di volta in volta, lo specchio... Morte di un ciclamino   Barbara Cerrone     Ecco il funerale del ciclamino morto per cause ignote. L'ape lo visita la formica si allontana Nel giardino si preparano le esequie se pioverà, sarà una cerimonia triste. Ultima lotta Barbara Cerrone C’è  nella primavera ancora inverno che si nasconde fra le margherite e scrive frasi dentro il suo quaderno. Ma quando il freddo dà il giro di vite, ecco, rinato, in cielo un altro sole colora le mimose impallidite. Chi come te ha consumato suole per camminare insieme alla fatica mangia la polvere che vien dal  sole. Tu vedi  ancora la natura amica, pur se il tuo sangue è sposo del  tramonto, come compagna cerchi un’alba antica. E crolli il capo perché non sei pronto ad affrontare la fine del giorno: in primavera...

Poesie - anno 2007

Quattro poesie,  quattro brevi frammenti. Anno 2007 Hai la voce del dolore negli occhi, voleva uscire, dalla bocca e dal respiro ma il silenzio ha gridato più forte. Pur ammettendo che conosci la vita vedo, e ti assicuro, che non hai occhi. Nudi i campi,  e la terra. Le pareti del cielo scoloriscono. Il giorno dei lupi, e delle ore pesanti, arriva nel silenzio e nella pioggia. I conti fatti sono da rifare ed io, incerta, ricalcolo la vita. Abbi pietà di me che sono nuova a questa stanza. Non conosco il ripetersi delle ore che non tedia. Sono nuova, dunque, e parlo col linguaggio dei sogni.

Certi errori si pagano - un altro racconto...

Ancora un mio racconto: niente di autobiografico, il protagonista è un uomo, inoltre...no. Qualcosa di autobiografico c'è, nascosto tra le righe. Ma non importa cosa,  credetemi, non importa proprio. Buona lettura. Certi errori si pagano Barbara Cerrone Probabilmente no, non sarei qui, in questo bar, alle tre del mattino, steso sul pavimento, se non fosse   per la mia endemica   capacità di perdere il lavoro: come impiegato di magazzino di solito non avrei rischiato tanto. E l’uomo che ieri sera si piegava su se stesso, torcendosi come un lombrico, non mi avrebbe vomitato addosso tutto quel vino mentre lo tenevo per non farlo cadere a terra. Il principale urlava e io avevo la bocca impastata di saliva e nervi. Volevo andarmene. A casa, credo; oppure via di lì, purché fosse per sempre.   Ma sono rimasto. E l’altro tipo, quello con i baffi e l’aria trasognata, che invece era sveglio eccome   mi ha preso di mira come un bersaglio, e poco gli...

Quella volta alla Fiera del Libro...

Maggio. Fiera del Libro. Sono stata alla Fiera del Libro di Torino per la prima volta nel lontano 2000. Da allora non ci sono più tornata per motivi legati alla pigrizia, agli impegni, a...non saprei, tante cose,  probabilmente poco importanti. Ricordo che in quell'occasione giravo e mi aggiravo fra gli stand come la classica Alice nel paese delle meraviglie : tutto mi appariva ingenuamente meraviglioso e perfetto, direi quasi seducente, e mi lasciavo andare ai sogni più bizzarri, come quello di diventare un libro fra i libri e finire la mia esistenza  terrena per cominciarne una nuova, fatta solo di carta e  di fantasia. Mentre gironzolavo, mi sono  imbattuta in uno spazio dove anonimi visitatori come me potevano leggere in pubblico le loro poesie; riservata e poco socievole, ho tuttavia forzato la mia natura e ho tirato fuori dalla tasca la mia poesia-amuleto. Sono salita sul palco davanti a uno  schieramento di poeti, intellettuali e dotti di ogni speci...

Dio che riposi nelle scarpe dei bambini

Nel dolore l'unica parola che serve è una carezza. Anno 2007 Dio che riposi nelle scarpe dei bambini Barbara Cerrone Dio che riposi nelle scarpe dei bambini, Scorso con il tempo negli angoli della memoria. Spaventato. Dio avvinghiato a me, come un edera felice. Dio che scorri nei rivoli sporchi, e dentro me. Avvampato d’odio nelle strade violente. Usurpato da tutti, umile servo. Miserere. Come dire? Dio abbracciato ad un sogno: Ballerino. E farfalla, giovane nelle piante fresche. Dolcemente uragano, bruciante. Dio che dimori   nella rugiada dei campi, e lì sorridi. Dio mio, come dire? Giovane Dio dagli occhi ventosi, che soffi su di noi. Come Dire? Pesante Dio dalle lunghe dita, carezzami.

Dell'imponderabile profondità di un fiore

Nel 2006 usciva  la mia raccolta di poesie  *  Dell’imponderabile profondità di un fiore , nata  per una sorta di sfida fatta a me stessa. Si dice che l'arte, spesso, nasca dalla sofferenza. Io con queste poesie ho voluto lanciarmi il guanto e vedere se era possibile far nascere qualcosa dalla serenità. Non so se ci sono  riuscita, e, per la verità, ci sto ancora provando. Da quel libro,  ho scelto per voi queste poesie.                      I     Dell’imponderabile profondità     di un fiore     ti parlerò,     mentre sorridi.                 II Bianco o rosso il colorito è comunque un io diverso da quello che mi narri con gli occhi, rosa che mente.             III Ma   davvero non credi che in un solo giardino Sia l’infinito pers...