Dell'imponderabile profondità di un fiore
Nel 2006 usciva la mia raccolta di poesie * Dell’imponderabile profondità di un fiore, nata per una sorta di sfida fatta a me stessa.
Si dice che l'arte, spesso, nasca dalla sofferenza. Io con queste poesie ho voluto lanciarmi il guanto e vedere se era possibile far nascere qualcosa dalla serenità.
Non so se ci sono riuscita, e, per la verità, ci sto ancora provando.
Da quel libro, ho scelto per voi queste poesie.
Si dice che l'arte, spesso, nasca dalla sofferenza. Io con queste poesie ho voluto lanciarmi il guanto e vedere se era possibile far nascere qualcosa dalla serenità.
Non so se ci sono riuscita, e, per la verità, ci sto ancora provando.
Da quel libro, ho scelto per voi queste poesie.
I
Dell’imponderabile profondità
di un fiore
ti parlerò,
mentre sorridi.
II
Bianco o rosso
il colorito
è comunque un io diverso
da quello che mi narri con gli occhi,
rosa che mente.
III
Ma
Ma
davvero
non credi
che
in un solo giardino
Sia
l’infinito persistere?
IV
Che fare per te?
Che fare per te?
Non saprei coltivare
un’erba più amara.
V
Fra tanti rumori
Fra tanti rumori
preferisco
il suono del petalo
che accarezza la terra.
VI
Se
Se
un seme
attraversasse
ora
i tuoi occhi
notturni
cercherebbe
invano
un grembo
dove crescere.
VII
Non riesco a capire.
Non riesco a capire.
Qualcuno ara la terra,
altri
le gettano odio
come acqua.
* Barbara Cerrone, Dell’imponderabile profondità di un fiore, Ibiskos di Alessandra Ulivieri
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