Verde
"Verde" continua.... Barbara Cerrone II Nei giorni seguenti non pensai più al giardino, la routine quotidiana si riappropriò della mia vita. Il sogno che avevo accarezzato in quel tiepido pomeriggio sbiadiva a poco a poco, allontanandosi sempre di più dalla mia mente come l’immagine della stazione dal finestrino di un treno in partenza. Era stato un bel sogno, simile a quelli che ogni tanto si fanno di notte e che ci fanno affrontare il giorno con il sorriso sulle labbra perché, almeno in sogno, siamo stati felici. L’idea di visitare di nuovo il giardino recitando ancora la parte della potenziale acquirente ad un tratto mi sembrò sciocca e inutile, così rinunciai alla commedia e tornai con i piedi per terra. La mia vita riprese il suo corso regolare, non così brutto, in fondo. Ancora una volta fu il caso che si mise in mezzo. Circa un mese dopo, mentre ero al lavoro, ricevetti una telefonata. Era mia madre. Una telefonata di mia madre nel mio orario d’uffic...