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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Verde

 "Verde" continua.... Barbara Cerrone II   Nei giorni seguenti non pensai più al giardino, la routine quotidiana si riappropriò della mia vita. Il sogno che avevo accarezzato in quel tiepido pomeriggio sbiadiva a poco a poco, allontanandosi sempre di più dalla mia mente come l’immagine della stazione dal finestrino di un treno in partenza. Era stato un bel sogno, simile a quelli che ogni tanto si fanno di notte e che ci fanno affrontare il giorno con il sorriso sulle labbra perché, almeno in sogno, siamo stati felici. L’idea di visitare di nuovo il giardino recitando ancora la parte della potenziale acquirente ad un tratto mi sembrò sciocca e inutile, così rinunciai alla commedia e tornai con i piedi per terra. La mia vita riprese il suo corso regolare, non così brutto, in fondo. Ancora una volta fu il caso che si mise in mezzo. Circa un mese dopo, mentre ero al lavoro, ricevetti una telefonata. Era mia madre. Una telefonata di mia madre nel mio orario d’uffic...

Verde

  Pubblico da oggi un mio racconto lungo, "Verde". Ecco le prime pagine... Buona lettura Verde Barbara Cerrone Questo potrebbe essere un sogno o una specie di fiaba inventata una sera d’inverno davanti al camino. Oppure una storia vera.       Io non credo nell’asfalto, io amo solo il verde. A volte penso che perfino il mio cuore, il mio stesso sangue, siano verdi. Non sono fanatica, non è vero, chi mi critica non ha capito che dentro di me germoglia ogni giorno un fiore, non è certo colpa mia se non sento il fascino delle strade cittadine e delle vetrine o delle auto di lusso che sfrecciano con tipi iper griffati a bordo. Io sento solo la brezza di primavera, sento gli alberi, le foglie che non ci sono più e festeggio le nuove, le nascenti foglie che mi daranno una tenera ombra la prossima estate. Se la città fosse fatta di alberi mi piacerebbe, se ci fossero fiori e piante invece dei semafori, gente che cammina con passo lento e nessuna automobile, mi pi...

Mia madre è un guscio vuoto

  Perdere qualcuno non è solo non vederlo più, a volte è constatare che quella persona, così come la conosciamo, vive nello stesso corpo ma non c'è più. Buona lettura Mia madre è un guscio vuoto Barbara Cerrone   Mia madre è un guscio vuoto, una cosa con un abito che le cade male sulle spalle. Di tanto in tanto una luce si accende nei suoi occhi e allora si capisce che è viva, quando succede io le parlo, le dico: “Mamma, ci sei ancora?”, poi la luce si spenge e non parlo più. Tutte le mattine mi viene incontro con i piedi scalzi e la vestaglia buttata sul braccio, se volessi potrei accarezzarla e non si accorgerebbe della mia mano, ma non voglio. Non posso riconoscere che è lei. La guido verso la tazza di latte con i biscotti, così ci gioca un po’. Del resto i gusci non mangiano, stanno lì a macerare e lei macera, in attesa di putrefazione.   Puzza di sporco e di malattia, di cose che non voglio vedere. Non credo sia lei, non credo siano sue le dita che mi toc...

Biglietto vincente

  Un abbaglio, e per un attimo la vita sembra cambiare... Buona lettura Biglietto vincente Barbara Cerrone Giovanna crede che la sua sia una storia comune e dice che era un giorno come gli altri, ma non può essere un giorno come gli altri quello in cui vinci centomila euro, devi per forza considerarlo eccezionale, a meno che uno non pensi sia cosa di tutti i giorni vincere un gruzzolo così. A quanto pare stava gironzolando intorno al bar sotto l’ufficio, c’erano un bel po' di clienti accalcati alla cassa per pagare, lei li guardava da fuori, indecisa se entrare o aspettare che quell’orda fosse sciamata via. Alla cassa si vendevano anche i soliti biglietti che gratti per vincere un paio di euro, quando va bene, da reinvestire subito in un tentativo di fare il colpo più grosso. La maggior parte delle volte il colpaccio va in fumo, ed è lì il pericolo di cadere nella dipendenza, perché ti accanisci e insisti. Giovanna ci pensò un poco, lasciò che il gregge umano sfiatasse lungo la str...