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L'ossessione di Ernesto

  Un uomo, un'ossessione . Buona lettura   L’ossessione di Ernesto Barbara Cerrone     Era una specie di ossessione. Se ne rendeva conto, eppure non riusciva a controllarsi. La seguiva ovunque, la cercava con gli occhi, le scriveva lettere che non spediva. Lei non sapeva, malgrado tutto non aveva notato quell’ uomo allampanato dall’ aria stralunata , sempre vestito di nero, con lo sguardo da cane bastonato e le braccia più lunghe della giacca. Non era il suo tipo, ma Ernesto non era il tipo di nessuno. Forse lo aveva amato solo sua madre, il padre non lo aveva conosciuto, morto prima che nascesse. “Un bambino triste ”, diceva di lui la maestra. “Un uomo solo ” dicevano i colleghi. Tanta fatica sua madre per far crescere un uomo solo, uno dei tanti che vagano per le città. Ernesto non si ribellava alla sua condizione, era rassegnato, solo una fiammella di speranza si agitava di tanto in tanto in lui, subito spenta dall’ennesima delusione. “...

Elena

 Elena ha una vita dura, ma non si lamenta. la realtà non è un sogno, ma anche la vita più dura può avere momenti di respiro. Di questi bisogna far tesoro per andare avanti. Elena Barbara Cerrone   Elena lavorava sodo nel bar di Giovanni, lo faceva per mangiare, era sola come un cane, perciò non si lamentava perché senza quel lavoro non sarebbe sopravvissuta. Non aveva sogni, i suoi sogni si spegnevano la sera insieme alla lampada economica sul suo comodino. Quando calava la notte, più che addormentarsi crollava per la stanchezza. In fondo non era male dormire così, con un sonno di pietra, senza svegliarsi fino al mattino. Durante la notte poteva dimenticarsi e dimenticare che non aveva nulla, a parte se stessa. Poi era bella, si diceva, quella sensazione di abbandono alle lenzuola, era bello lasciarsi abbracciare dalle coperte, affondare come un corpo morto sul materasso e quasi non respirare per la benedetta stanchezza. Era una bella fatica che le faceva bene al cu...

La scala che porta in giardino

Un sogno? Un'esperienza inspiegabile? In fondo cosa importa...scendiamo insieme la scala che porta in giardino. La scala che porta in giardino Barbara Cerrone   Lo ricordo bene, era notte fonda, scendevo i gradini in pietra serena della scala che porta in giardino. Scendevo, scendevo…sembrava che i gradini non finissero mai. Ad un certo punto ho visto qualcosa muoversi fra la siepe di alloro e le rose, una figura scura, probabilmente un animale ma non riuscivo a capire quale fosse: un gatto? Un riccio? Impossibile dirlo, correva via veloce e la sua sagoma era indistinta ai miei occhi offuscati dal sonno. Più continuavo a scendere, più il giardino sembrava allontanarsi, e con esso l’inafferrabile figurina scura. Insomma scendevo e scendevo, ad un certo punto mi è sembrato di essere quasi arrivata in fondo, più o meno ai piedi della siepe di alloro, quando ecco comparire di nuovo la creatura misteriosa, questa volta in vena di confidenze perché pareva volesse avvicinarsi. N...

In cerchio

  In cerchio è un racconto diviso in sette parti, l'ho intitolato così perché inizia e si chiude con Marta , la protagonista del racconto. Dedicato a tutti gli sconfitti dalla vita, con l'augurio che possano riscattarsi prima o poi, se davvero lo vogliono. In cerchio Barbara Cerrone 1- Il bi g lietto vincente   Camminava con passo incerto sul marciapiede, oscillando come un pendolo. I lunghi capelli bianchi e arruffati seguivano ondeggiando il ritmo della sua camminata. Sembrava abbastanza stanca da non poterne più, ed erano solo le dieci di mattina. I passanti per lo più la ignoravano, non c’è tempo per la pietà in una città che corre. Solo un bambino, col lecca-lecca e la faccia stropicciata di sonno, la guardava con curiosità. Forse gli sembrava strana, quella donna grassa dall’aria infelice che non somigliava alle donne della sua famiglia. O che gli somigliava troppo. Ad un tratto, la donna si fermò, come se un pensiero improvviso le avesse attraversato la mente. Cominciò...