Post

Falsa impressione

 Una falsa impressione, un castello di pensieri e poi la realtà che,beffarda,  riporta a sé il protagonista della storia. Buona lettura Falsa Impressione Barbara Cerrone Aveva l’aria abbandonata di un uomo solo, camminava costeggiando il lungofiume infagottato in una giacca sformata, mi era passato accanto circa un’ora prima, davanti a un bar, lo avevo notato per l’espressione triste che avevano i suoi occhi.  Mi ricordava il mio stato d’animo di qualche anno prima, quando la mia ex. Irene, mi aveva lasciato. Malvestito e dal passo incerto, quel tipo sembrava un uomo alla deriva. Era una limpida giornata di fine estate, il sole si stava già sciogliendo lentamente dietro alla collina.  Mi trovavo da quelle parti per caso, avevo sbagliato strada e cercavo di capire dove fosse la fermata di autobus più vicina. A casa non mi aspettava nessuno, mia moglie doveva uscire a cena con le amiche e io non avevo nessuna fretta di rientrare. Ancora oggi non so dire perché ad un ce...

Animali selvatici

  Sempre dalla raccolta "10" un altro racconto. Buona lettura Animali selvatici   Barbara Cerrone   Una certa somiglianza c’era. A forza di stare nel bosco come un animale selvatico Fosco sembrava uno di loro, un uomo non può vivere trent’anni e più fra cinghiali, lepri e ricci senza finire per assomigliare a queste creature. Si chiamava Fosco, ed era Fosco di nome e d’aspetto: irsuto, occhi stralunati e neri, capelli a spazzola ancora scuri nonostante dovesse avere, quanti? Sessanta? Settanta? E chi glieli contava, gli anni, a Fosco il selvaggio, sembrava una cosa senza importanza per uno come lui. La moglie l’aveva piantato appena un anno dopo il matrimonio, non se n’era andata da sola, aveva scelto come compagno uno smidollato, un vanesio pieno di soldi e senza talento, del resto a che gli sarebbe servito? La sua famiglia era ricca, nuotava nei soldi fin da quando era piccolo, non aveva bisogno di essere anche bravo ed era troppo stupido per sentire la sua ...

Ognuno ha il suo segreto

 L'apparenza inganna, dice un vecchio adagio. Paolo il Lungo, un uomo "chiacchierato" che dopo la sua morte si rivelerà tutt'altro personaggio dimostra che i vecchi adagi sono pieni di saggezza. Un racconto dalla raccolta che ho deciso di intitolare semplicemente "10". Buona lettura Ognuno ha il suo segreto  Barbara Cerrone   Di certo non era un milord Paolo il Lungo, faceva affari in modo misterioso, conduceva una vita agiata grazie a guadagni di origine non meglio precisata, nessuno lo credeva un delinquente ma un traffichino sì. Insomma uno che viveva…non si sa di cosa, ma viveva bene. La madre, anziana e malata, furba come una faina diceva di lui che era un santo, capace di privarsi del cibo per la sua tavola pur di aiutare gli amici in difficoltà. In realtà fra i bene informati si mormorava che fosse una specie di usuraio, non dei più spietati forse, ma pur sempre usuraio. Per farla breve, uno che il bene lo faceva solo a sé stesso. Il Lungo...

Il primo è Vasetto: inizio...

Immagine
  https://www.ivvi.it/product/paese/

Non ci sono più!

Nuovo racconto... Buona lettura Non ci sono più! Barbara Cerrone Dunque stanno ancora insieme. Anche loro hanno tenuto duro. Si sono sposati che erano due ragazzini, subito dopo la maturità…bella cosa, sì sì, bella cosa. Eccoli là, che scelgono la frutta. Guarda, guarda come discutono, ora. Sembra una recita che sanno a memoria. Eh, cari miei, le vecchie coppie si riconoscono anche da come litigano. C’è la consuetudine perfino nel litigio. E poi, a farci caso, si discute sempre per le stesse cose.  Eccoli, oh, accidenti speriamo che non mi vedano. L’ultima volta che li ho visti in giro per la città era il…non ricordo, comunque è stato almeno dieci anni fa, al bar di Lorenzo. Lei sembrava ancora una ragazzina, lui invece era già un po’ sciupato. Dieci anni che non li vedo e devo incontrarli proprio oggi, conciata così, con i capelli arruffati e questo aspetto orribile? Ho un viso così sbattuto che sembro un fantasma assonnato. E le macchie in bella mostra. Non voglio mica che poi le...

La casa abbandonata

 Dopo la tragedia e il dolore, la speranza: la vita continua, nonostante le ferite. La sua bellezza, in fondo, è tutta qui. Un breve racconto. Buona lettura La casa abbandonata Barbara Cerrone     La casa di Giovanna è di nuovo abitata. Chiuso come sono nel mio mondo fatto di ufficio, casa e famiglia me ne accorgo solo ora, pare che ci abitino già da un paio di mesi. Così almeno mi dice il postino prima di scivolare via sul motorino carico di posta. Per puro caso stamani ho alzato gli occhi e ho visto spuntare due mani che scuotevano un tappeto rosso da una delle finestre di quella dimora fantasma. Era vuota da anni. Nonostante gli interventi di manutenzione che l’avevano conservata intatta nella sua bellezza, col tempo aveva assunto l’aspetto di una signora di una certa età che, vista da lontano non dimostra i suoi anni, ma se ti avvicini leggi nei suoi occhi un passato così doloroso che ti respinge e fa tristezza. Vederla così faceva tristezza, il che forniva un ali...

Nulla di più

Una poesia... Nulla di più Barbara Cerrone Se vuoti i giorni camminano soli Io seguo l’ombra del mio viaggio, oscuro nei tendini tesi, e stanchi.   Viene la notte e mangia le ombre di un giorno indeciso, piano, come le sere d’estate inerte.   Giudica tu se il sogno è qui divenuto vero per noia estrema, per passione di un minuto eterno.   Valuta se il tuo interesse sta con le scarpe bagnate ad asciugare al sole di un perfido agosto.   E poi perditi nelle sale del nulla, cercando l’immagine fedele dei tuoi occhi, gioco dell’infinito.