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Nulla di più

Una poesia... Nulla di più Barbara Cerrone Se vuoti i giorni camminano soli Io seguo l’ombra del mio viaggio, oscuro nei tendini tesi, e stanchi.   Viene la notte e mangia le ombre di un giorno indeciso, piano, come le sere d’estate inerte.   Giudica tu se il sogno è qui divenuto vero per noia estrema, per passione di un minuto eterno.   Valuta se il tuo interesse sta con le scarpe bagnate ad asciugare al sole di un perfido agosto.   E poi perditi nelle sale del nulla, cercando l’immagine fedele dei tuoi occhi, gioco dell’infinito.  

Una vecchia signora

Dopo tanto tempo, dopo un incidente, dopo la quarantena, eccomi di nuovo. Buona lettura Una vecchia signora Dopo cinquant’anni il suo paese non c’era più. L’agglomerato di casupole povere e cadenti era scomparso. Si era costruito tanto. Troppo. Tante case nuove. Con quello stile, poi. “Ma che hanno fatto? Non sono queste le case del mio paese!” E le vecchie stamberghe a scimmiottare le nuove abitazioni come certe donne che, magari prendendo a modello una star del cinema, si fanno il lifting perdendo per sempre la loro vera bellezza e in cambio hanno tutta la bruttezza della falsità.   Germana era scontenta. “Dove sono i campi? E tutte queste automobili! Neanche fossimo in città.”   “Gli anziani, “diceva sua figlia, “vorrebbero che non cambiasse mai nulla, rimpiangono il passato… quello che vorrebbero ritrovare davvero è la loro gioventù, ma quella tanto non torna”. Irriverente. Questo era sua figlia. Tutto era iniziato la sera in cui Ger...

La vetrina dei desideri

Meglio sognare? Forse sì, almeno questo è ciò che pensa la protagonista di questo brevissimo racconto. Buona lettura La vetrina dei desideri   Barbara Cerrone Eccomi qua. Non che ci sia nulla di male, anzi, sto guardando una vetrina. Cosa che non facevo da tanto, tanto tempo. Che c’è di male a guardare una vetrina?Nulla. Il problema è piuttosto perché la guardo, o meglio: fingo di guardarla. Dietro questi manichini   si agitano due figure,   io sono qui per una di loro. Devo spiare, controllare, sapere. Devo vederlo, seppure dietro una vetrina. Ah, io lo so, lo so che non sarà mai mio: ma è appunto questo che lo rende speciale. Se solo mi guardasse...ma per fortuna non mi guarda, e se anche dovesse guardarmi non mi vedrebbe. Non sono il suo tipo, e questo fa di lui il mio. Eccolo che tocca con fare da intenditore la stoffa di una giacca, vuole comprarsi un abito scuro: una cerimonia? Ah, gli starà benissimo, con quel fisico...non vedo l’ora che ...

Ennio

 Ci sono uomini che non si curano di quello che fanno tutti: a modo loro, dei rivoluzionari. Buona lettura Ennio Barbara Cerrone Ennio era un rivoluzionario, ma a modo suo. Lui non ascoltava la voce della gente, e questa era già una rivoluzione, nel paese. Lui non seguiva nessuna moda, né le usanze locali; non parlava con chi non gli piaceva; non sorrideva se non ne aveva voglia; non frequentava il bar e non si lamentava del tempo. Un rivoluzionario. La mattina si radeva bene quella barba ispida e brizzolata poi andava nei campi e anche lì faceva a modo suo. Potevano gridargli quanto volevano: ”Ennio, che fai? Non è tempo di questo, non è tempo di quello!” lui se ne fregava e andava avanti come gli pareva. Aveva gli occhi piccoli, a punta di spillo, e la testa   grossa, “Così ci entra più cervello” diceva. La voleva sgombra da pensieri inutili, per queso non giocava a carte o a bocce: gli pareva che togliessero spazio alle sue riflessioni. ...

Ero una cameriera

Ci sono lavori duri, difficili, non solo per l'impegno fisico che richiedono ma per tutta la pazienza e la tolleranza che si pretendono da te per quattro soldi di stipendio. E ogni tanto succede che qualcuno vada oltre... buona lettura. Ero una cameriera Barbara Cerrone Ero una cameriera, lavoravo in un bar. Ero stanca del mio mestiere ma non ero stata capace di trovarne un altro e allora mi tenevo quello. Mi alzavo all'alba, perché quello era il mio turno; lavoravo sodo, anche perché non si poteva fare altrimenti con Ugo, il padrone: uno come lui non si fregava facilmente. Ti rispettava ma pretendeva che lavorassi fino a sputare l’anima,   io lo facevo, chiedendomi a volte se non ci fosse un altro modo per campare. Ci provai con il gioco ma perdevo come respiravo e alla fine feci parecchi debiti; mi salvò il padrone, solo che poi   mi trattenne dallo stipendio una rata fissa per due anni. Due anni di fame, imparai la lezione. Ero una cameriera ed ero ...

Il treno

Un desiderio che almeno una volta nella vita tutti hanno avuto...un sogno, una realtà, un'avventura? Chi lo sa, decidete voi. Buona lettura Il treno  Barbara Cerrone Ogni notte lo sentivo sferragliare, quel maledetto merci, la vibrazione del suo corpo pesante che sfilava sulle rotaie scuoteva anche l’anima. Non era tanto per il rumore, quanto per la voglia che ti metteva di andare via, di prendere un treno, perfino un merci se non ce ne fosse stato un altro. Ogni treno che passa ti fa venire voglia di partire. Una sera, verso le undici, mi vestii di tutto punto e andai alla stazione. Avevo con me una piccola valigia, il programma era di star via poco, oppure per sempre, dipendeva dalla direzione del treno che avrei preso. I binari erano deserti, come sempre a quell’ora, mi misi pazientemente in attesa leggendo il giornale ormai vecchio di quella mattina. Due ore dopo ero ancora lì, sembrava chiaro che il treno non sarebbe passato, forse neppure il ...

"Polvere" - " Vita" - "Inganni"

Ci risiamo: fine anno, inizio anno nuovo. Pensieri, riflessioni, proponimenti...la solita storia. Meglio buttarla in poesia. O almeno provarci. Buona lettura. Polvere Barbara Cerrone Il rumore assordante del tempo: non lo senti come ringhia di rabbia? Noi ci siamo, non è che un ricordo, e domani saremo il passato. Non importa alla polvere se ieri era qualcosa o qualcuno : ora è polvere, vive il presente. Se potessi, farei altrettanto. Vita Barbara Cerrone Vita sciolta   in un bicchiere d’acqua.  Digestivo per mandarla  giù.  Bollicine di noia. Ho l’afflizione di un sonno infinito, il pio desiderio di una pace sotterranea e tranquilla. Come l’acqua del fiume di notte. Inganni Come inizio sembra quasi la fine: lo diresti che fra poco c’è marzo? Lui t’inganna, ti fa credere che Ci sia ancora, la primavera. Nel frattempo matura il silenzio, e le rughe del tempo in cancrena. Non ascolti, e ti dico:...