La vetrina dei desideri

Meglio sognare? Forse sì, almeno questo è ciò che pensa la protagonista di questo brevissimo racconto.
Buona lettura




La vetrina dei desideri
 Barbara Cerrone



Eccomi qua.
Non che ci sia nulla di male, anzi, sto guardando una vetrina. Cosa che non facevo da tanto, tanto tempo. Che c’è di male a guardare una vetrina?Nulla. Il problema è piuttosto perché la guardo, o meglio: fingo di guardarla.
Dietro questi manichini  si agitano due figure,  io sono qui per una di loro. Devo spiare, controllare, sapere. Devo vederlo, seppure dietro una vetrina.
Ah, io lo so, lo so che non sarà mai mio: ma è appunto questo che lo rende speciale.
Se solo mi guardasse...ma per fortuna non mi guarda, e se anche dovesse guardarmi non mi vedrebbe. Non sono il suo tipo, e questo fa di lui il mio.
Eccolo che tocca con fare da intenditore la stoffa di una giacca, vuole comprarsi un abito scuro: una cerimonia? Ah, gli starà benissimo, con quel fisico...non vedo l’ora che l’indossi.
Ecco, ecco, ora si volta, devo stare attenta o si accorgerà che lo sto fissando...no, è di nuovo preso dal vestito.
Pare che abbia scelto ma non lo porta via, mi pare di capire che ha chiesto al commesso di fare delle modifiche.  Forse ora esce e io devo allontanarmi, non voglio che mi trovi qui a sbirciare la sua vita da una vetrina.
Oddio, esce, esce! E ora? Non faccio in tempo a sparire, a volatilizzarmi. Pazienza,  in fondo anch’io posso guardare i vestiti da uomo, che ne sa che non abbia un fidanzato ? Calma, Lisa, calma. Non farti prendere dal panico, e soprattutto non arrossire se ti dovesse fare un cenno di saluto. Fai la disinvolta, dammi retta.
Eccolo, eccolo...benone, come se non esistessi, e sì che gli ero proprio di fronte.
Mi è venuta un’idea: entro nel negozio facendo finta di cercare un vestito per mio marito (tanto non lo sa che non sono sposata)  e cerco di scoprire a cosa gli serve quell’abito scuro, sì!


Uffa! Ce ne ha messo di tempo il commesso  per confidarsi, sembrava custodisse un segreto di stato.
Santo cielo, che c’è di male? Cosa ci può essere di male nel dirmi che fra due mesi lui si sposa?
Sono così felice! Ora potrà davvero essere il mio ideale per sempre, non desidero altro.
Non c’è altro da desiderare.
Davvero una notizia splendida,  solo che, accidenti, non so mai dove trovarlo: dove l’ho messo?  Ecco...no, questo è il biglietto della spesa...ah, forse...no,  è il foulard che mi sono tolta prima...insomma dove, dove, dove  si è ficcato?
Perdo sempre il fazzoletto quando serve.
Eccolo.
 Se non ai matrimoni, quando, quando,quando  piangere?








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