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Passato presente

Una poesia per guardare al passato e al futuro prossimo, mentre l'autunno avanza... buona lettura Passato presente Barbara Cerrone Novembre rimbocca gli anni alla storia. Ricorda cos'eri,   e solo giocavi alla vita. Le foglie che risanano il campo, la morte che vive nella terra bagnata. Ora, ora,   rimpiangi e rivivi. Finisce   novembre, e chiude il discorso con due virgolette di freddo dicembre.

Senza ricordi

Qualche volta si riesce ad arrivare in tempo, e qualcuno si salva... buona lettura. Senza ricordi Barbara Cerrone All'improvviso mi volto e lo vedo. Avanza barcollando fra le mille formiche brulicanti che alle sei del pomeriggio  invadono le strade del centro. Ho avuto una brutta giornata, una delle tante che aggiungono alla mia frustrazione di pittrice fallita la stanchezza che nasce da un lavoro nel quale non mi sono mai riconosciuta. I miei dipinti sono tutti in garage, accanto agli oggetti che non uso più e non ho il coraggio di buttare, a coprirsi  di polvere come tutto il resto. Sono venuta in centro per comprare un golfino che vada  bene sulla gonna marrone, in questa strada c’è un negozio che di solito ha delle cose di qualità e i prezzi non sono esosi, perciò, nonostante la commessa rinsecchita e acida che ti guarda dall'alto in basso come se stesse lì a farti un favore, è qui che vengo quando voglio una maglia decente. Ho tro...

Come pane spezzato - il passato e la sua memoria

In questi giorni di vero dolore ogni parola è di troppo, forse anche la poesia, e me ne scuso. Come pane spezzato* Barbara Cerrone Come pane spezzato, ora vincolo, vivi ancora, tu, ostinata memoria. Sei nelle cose una nitida forma che assale gli occhi e, dura,  s’impone, e malgrado quella scritta finale: “Non è più, cara, finita per sempre”. E per sempre è soltanto un momento, appena il tempo per dirti: ”Ritorna”

Novembre

Novembre è ancora lontano ma è già dentro di noi, se una pioggia di pensieri lo chiama. Novembre Barbara Cerrone Ascolto ciò che l’inverno   tace, e brividi di nebbia avvenente già si sdraiano sulla collina, non è marzo che sveglia le rose ma novembre, e pianta la pioggia.

Irma, ostinata speranza

Da Un paese ecco una donna che vuole sperare fino all'ultimo. Buona lettura Cristo è risorto!  Barbara Cerrone “Cristo è risorto, Cristo è risorto!” diceva Irma.   Ogni anno lo stesso. Il giorno di Pasqua per   Irma   tutto era possibile perché se Gesù era tornato dalla morte anche suo marito poteva tornare dalla guerra dopo vent’anni.   La gente la prendeva in giro, diceva:   “ È scema, da quando non si sa più nulla del marito ha perso la testa. Quello è morto, è morto”. E tutti lì a ridere di gusto mentre lei andava cicalando che siccome Gesù era risorto   allora   c’era da credere anche nel miracolo del suo Umberto   che tornava sano e salvo dalla Russia.   Aveva i suoi anni e i capelli già bianchi ma si teneva per una novella sposa perché il marito gliel’avevano mandato in guerra che erano ancora due piccioncini in luna di miele, anche se in luna di miele non c’erano proprio stati. Si conciava i cape...

Gina

Da  "Un paese" ecco la mia Gina. Gina Barbara Cerrone Il marito di Gina non lavorava, perché di lavorare non aveva voglia, così sfruttava lei. Le faceva schifo per questo ma che ci poteva fare? Allora non c’era il divorzio e poi lei era cristiana, perciò se lo teneva così, con tutto lo schifo. Gina invece lavorava, faceva la cameriera da qualche parte in città. Tornava a casa tardi, stanca morta, e a casa trovava il marito, fresco come una rosa. Era proprio un porco. Lui spendeva come respirava e faceva debiti, tutti a nome di Gina. Era piena di debiti. Qualche volta, di notte,  Gina si alzava e andava alla finestra perché le sembrava che le mancasse il respiro, invece il respiro tornava e lei era ancora viva. Viva si fa per dire. Perché certe cose ti ammazzano, e anche se cammini è come se non ci fossi. Sei un morto, ma nessuno lo sa. Quanti morti ci saranno in giro? Se lo chiedeva per darsi una consolazione. Il marito si lamentava dei soldi...

Il miracolo

Forse sta tutto nell'attesa... Buona lettura. Il miracolo  Barbara Cerrone Anna aspettava un miracolo. Qualche volta lo aspettava   alla fermata dell’autobus che portava in città, altre volte dietro l’angolo di casa o sotto il porticato della vicina; anche nella chiesa del paese lo aspettava, specialmente la domenica mattina. Una volta lo aspettò perfino sotto il ponte che collegava il suo paese a quello vicino ma lì l’attesa non veniva bene e ci rinunciò.   Ovunque l’odore del miracolo le si presentava alle narici come il profumo dei fiori in giardino, lo respirava ma non ne vedeva l’origine; non aveva la minima idea da dove venisse quella fragranza, ma attendeva fiduciosa di saperne di più, col tempo e la pazienza. Una volta il profumo di miracolo la stordì al punto che fu costretta a fermarsi per un attimo a respirare l’odore acre della sigaretta che il barbiere fumava fuori dal negozio, come chi, in città,   respira ogni giorno gas d...