Post

Metamorfosi

Ecco che la primavera trasforma, ricrea. Anche l'anima. Metamorfosi Barbara Cerrone  Sto. In silenzio nel mio ignorato giardino, nel suo verde compianto,   bevo le sue radici. La campanula vesto del suo giovane   azzurro; mi sollevo nell’aria: foglia, volo nel vento.

"Il potere degli occhi"

Dalla raccolta  Un paese   il racconto "Il potere degli occhi". A volte preferiamo credere a ciò che ci fa più comodo... Buona lettura. Il potere degli occhi  Barbara Cerrone Per la gente del paese era strana. Sbucò da un giorno all’altro non si sa da dove,   vestiva abiti che sembravano usciti dall’armadio di   un robivecchi,   portava i sandali anche d’inverno e certi   nastri colorati nei capelli che le davano l’aspetto di una bambola appassita. Il   viso era una sorta di collage fra   due facce messe insieme alla rinfusa: le guance flaccide e cadenti   di una vecchia, gli occhi vivi e luminosi di una ragazzina. Tutti la guardavano con sospetto, non capivano chi avevano davanti e quando non capivano di solito decidevano di stare alla larga. C’erano di mezzo anche due figli che si portava sempre dietro, lamentosi e biondi come lei.   “Ha perfino due bambini!” si diceva, nessuno sapeva con chi li avesse fa...

Nei versi, autunno

Ancora stagioni, ancora autunno.  A primavera si sente già nel sangue un po' d'autunno, la brevità delle ore non ci permette di scordare che oggi è quasi ieri. Caccia d'autunno Barbara Cerrone Gli spari adesso avvisano le prede che l’incipiente autunno mutilando va i giorni abbacinanti dell’estate. Anch’io, braccata, cerco scampo altrove, nella foresta dei miei sogni inerti: ma mi ritrovo dentro un labirinto, insieme al minotauro delle angosce. Il freddo nuovo caccerà le foglie, riposeranno insieme in altre tombe e l’epitaffio sarà solo un fiore rimasto vivo quasi per dispetto, un testimone muto dell’estate che certo morirà per esser solo: io nel vederlo tremo del suo gelo. Mi coprirò col sale del silenzio, e nel guardar la vita da lontano sotto il mantello delle mie paure, avrò più freddo ancora e sarà buio ti cercherò, mia anima negata: non troverò che le spoglie sembianze abbandonate qui dai cacciat...

Alba

È un avvenimento importante il cambio del testimone che avviene fra il giorno e la notte. L’alba non è un capriccio della notte. Alba Barbara Cerrone Nel giorno nuovo si disperdono le scorie della notte. A piedi nudi l’incompiuto attraversa il confine tra ieri e un oggi pallido, stinto, ancora da scrivere fra i ricordi.

Da "Imperfetti"- Una lettera particolare...

Certe lettere fanno più male a chi le scrive. Da Imperfetti  il "racconto" Cara Nora Cara Nora, Sono passati venti anni da quando te ne sei andata, oggi ricorre l’anniversario,   e io   come ogni anno ti scrivo   e metto questa lettera fra le rose che ti ho portato. Venti   anni   fa, esattamente a quest’ora, ti chiudevo gli occhi per sempre mentre tua sorella piangeva e non sapeva fare altro. Non sembrava possibile che quegli occhi scuri e brucianti si potessero spengere:   avresti detto che fossero capaci di uscire dalle orbite e trapassare con lo sguardo tutto quello che incontravano. Li ho sognati tante volte, aperti, spalancati su di me. Hai sofferto tanto.   Non posso dimenticare quei mesi di dolore, la tua sofferenza mi ha straziato;   ogni giorno mi dicevo:”Sto morendo anch’io”. Quando è finita, sembra banale ma ho visto scorrere davanti ai miei occhi tutti i momenti belli che abbiamo trascorso insieme. Quella ...

Stagioni

Le stagioni ci guidano nel tempo, ci tengono per mano. Di ognuna siamo, di volta in volta, lo specchio... Morte di un ciclamino   Barbara Cerrone     Ecco il funerale del ciclamino morto per cause ignote. L'ape lo visita la formica si allontana Nel giardino si preparano le esequie se pioverà, sarà una cerimonia triste. Ultima lotta Barbara Cerrone C’è  nella primavera ancora inverno che si nasconde fra le margherite e scrive frasi dentro il suo quaderno. Ma quando il freddo dà il giro di vite, ecco, rinato, in cielo un altro sole colora le mimose impallidite. Chi come te ha consumato suole per camminare insieme alla fatica mangia la polvere che vien dal  sole. Tu vedi  ancora la natura amica, pur se il tuo sangue è sposo del  tramonto, come compagna cerchi un’alba antica. E crolli il capo perché non sei pronto ad affrontare la fine del giorno: in primavera...

Poesie - anno 2007

Quattro poesie,  quattro brevi frammenti. Anno 2007 Hai la voce del dolore negli occhi, voleva uscire, dalla bocca e dal respiro ma il silenzio ha gridato più forte. Pur ammettendo che conosci la vita vedo, e ti assicuro, che non hai occhi. Nudi i campi,  e la terra. Le pareti del cielo scoloriscono. Il giorno dei lupi, e delle ore pesanti, arriva nel silenzio e nella pioggia. I conti fatti sono da rifare ed io, incerta, ricalcolo la vita. Abbi pietà di me che sono nuova a questa stanza. Non conosco il ripetersi delle ore che non tedia. Sono nuova, dunque, e parlo col linguaggio dei sogni.